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Valli del Pasubio Bariola, presepe, magico

Per certi versi… Bariola è sempre poesia!

Ci sono luoghi che, a forza di viverli ogni giorno, rischiamo di non guardare più davvero. Diventano sfondo, abitudine, normalità. Con questi versi, Maria Pia Verlato ci prende per mano e ci riporta lì — tra i viottoli, i sassi delle vecchie case, i ruscelli, la piazzetta, il silenzio che rigenera. Ci aiuta a rivedere Bariola e Sant’Antonio con occhi nuovi. Con occhi grati. La sua poesia non racconta solo un paesaggio: ci restituisce un’anima. Ci fa sentire il passo dei nostri avi, il gioco dei bambini nel fieno, il profumo del pane caldo, la fatica e la fede di chi ha costruito queste contrade con dignitosa semplicità. E forse il dono più grande è proprio questo: ricordarci che ciò che abbiamo intorno non è scontato. È prezioso. È storia viva. È comunità.

A Maria Pia va il nostro grazie sincero per aver acceso uno sguardo diverso su ciò che abitiamo ogni giorno.
Per averci fatto rallentare.
Per averci fatto sentire, ancora una volta, a casa.

Verso il Pasubio

Nel viaggio verso la meta,
lo sguardo si posa lieto
sulla verde valle…
Natura
dolce dalle delicate e pudiche forme,

accenna un sorriso che accoglie,
con la gentilezza dell’umano buono scolpito ovunque…
Dignitosa semplicità
che racconta
suggestioni e tradizioni
nei sassi delle vecchie case,
lungo i viottoli
con orme
di passi buoni
nella natura
colma di misteri…
Dalla pianura mi porto ancora
frammenti di rumori sordi e forti
del caos che disturba e distoglie.
Toglie i silenzi che rigenerano,
restituiscono vita
al fanciullo giocoso
e all’uomo
che ancora
brama la spensieratezza
del buon fanciullino
un po’ sopito dentro…

Sempre più pacato
è lo sguardo adagiato
sugli scorci di contrade che appaiono salendo…
Sopra gli occhi e vicino al cuore, il Pasubio.
Tra le sue braccia che sono i prati
e la linfa vitale dell’acqua
con i ruscelli…
E poi come affreschi
sullo sfondo
i ponticelli, le caneve
e i caratteristici scorci…
Sognanti e sperduti si rimane.
Ed ecco S. Antonio…
La piazzetta.
Si preannuncia aria di mitezza e serenità.
Si incontra la pace del silenzio…
Pace profonda.
Pochi passi.
Si incontra il fascino del passato…
La contrada Bariola.
Muri e sassi e vecchie porte e vecchie scale….
Tocchi con le mani che fanno sentire presenze…
Ascolti prestati
Con il richiamo
dell’eco
di nenie antiche…
Odori percepiti in verità
e fantasticando un pò…
Suoni di una natura generosa che regala passeggiate
lungo l’acqua
in compagnia
del sibilo flebile
e carezzevole
del vento,
sotto il Pasubio…
Con le nottate fresche e fredde che accogliendo gli umori della vetta,
abbracciano i ritmi delle stagioni…
Si vedono volti intrisi di rughe nell’immaginazione che si risveglia…
Si odono suoni di voci dei bimbi che giocano nel fieno…
Del vecchio che raccatta ceppi di legna pestando la neve…
Del soldato ritornato dal fronte a riscaldarsi nella cucina ospitale…
In trepidante attesa…
Con pane appena cotto
e pasto povero ma buono e caldo….
Si ritorna nella vecchia scuola della buona e autorevole maestra.
Oggetti cari ai bimbi, rispettati perchè preziosi
nell’uso quotidiano.
Si fa un tuffo di emozioni nelle tradizioni,
con uno scenario che da dentro le vecchie case si porta lì,
davanti agli occhi.
Davanti alla coscienza.
A far i conti
con la storia…
Con la memoria…
Con la vita dei nostri avi,
nel presepe che rivive nei calchi.
Gente del posto
in un luogo che lancia il suo grido di immortalità
per mano di uomo.
Con fede nell’uomo.
Con Fede nel Buon Dio.
Incantevole suggestione.
Luogo di Amore.

Luogo di dialoghi dell’anima.



Alla comunità di S. Antonio.
Alla scuola dell’infanzia Eroi del Pasubio.

Con affetto e gratitudine.

Maria Pia Verlato.
Gennaio ‘2026